Mentre il Consorzio Acquedotto Brianteo attinge l'85% delle "sue" acque dai laghi

Acqua: difendiamo i pozzi e le sorgenti

Fumagalli: "Occorre privilegiare le fonti di acqua pura, anziché trattare l'acqua di lago"

CASATENOVO (LC) - Dei quasi 19 milioni di metri cubi di acqua distribuiti annualmente dal Consorzio Acquedotto Brianteo, ben l'85% attinto dai laghi; solo il 10% proviene da sorgenti e il restante 5% dai pozzi di falda.

Questi dati (allegati) sono stati forniti dal Consorzio (con sede a Casatenovo) in risposta al questionario inviato dalla Legambiente di Merone. I dati sono stati resi noti durante il convegno dal titolo "NO alla privatizzazione dell'Acqua", organizzato dal Brianza Social Forum e dalla Legambiente di Merone, lo scorso 19 aprile ad Erba.

Dichiara Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Legambiente di Merone e tra i relatori del convegno: "L'acqua di lago ha bisogno di pesanti trattamenti per la potabilizzazione: il Consorzio ci ha comunicato che utilizza tonnellate di cloro e di altre sostanze chimiche. Il risultato è un'acqua sì potabile ma non pura e poco gradevole da bere".

In effetti il Consorzio Brianteo utilizza massicce quantità di composti chimici per il trattamento dell'acqua di lago: si tratta di ipoclorito di sodio, cloruro di alluminio, acido cloridrico, sodio clorito, calce idrata; si usa anche l'anidride carbonica, quella per le bollicine (per i quantitativi e le fasi di processo, vedasi i dati allegati).

Conclude Fumagalli: "Per gli usi potabili occorre privilegiare le acque di sorgente e di falda. Per questo come Legambiente chiediamo agli enti pubblici, anche in vista dell'applicazione della legge Galli, di salvaguardare i pozzi e le sorgenti, anziché investire negli impianti di potabilizzazione delle acque di lago.".

Merone, 06 maggio 2002

LEGAMBIENTE - Circolo di Merone (CO)

 

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