Cementeria di Merone: NO ai rifiuti tossici !

La Cementeria di Merone non si può trasformare in un inceneritore di rifiuti tossici


È questa la posizione del nostro Circolo Legambiente dopo aver saputo che la Cementeria di Merone S.p.A. ha ottenuto l'autorizzazione per bruciare rifiuti pericolosi presso lo stabilimento di Ternate (VA), uno dei 4 cementifici di proprietà del gruppo svizzero Holderbank (gli altri sono a Cassago Brianza -LC-, Morano Po -AL- e, appunto, Merone -CO-).

La Giunta della Regione Lombardia in data 24 febbraio 2000 (ma la Delibera è stata pubblicata sul BURL solo il 4 luglio u.s.) ha rilasciato alla società cementifera l'autorizzazione per utilizzare rifiuti speciali pericolosi come "combustibile non convenzionale" nei forni del cementificio di Ternate. L'autorizzazione riguarda 15.000 tonnellate all'anno (pari a circa il 20% del consumo di combustibili convenzionali utilizzati presso lo stabilimento varesino) di "sostanze organiche a base di solventi non clorurati": nel dettaglio si tratta di una miscela denominata CSF (Combustibile Sostitutivo Fluido) costituita da "solventi e code di distillazione non alogenati prodotti da processi chimici organici" e da "rifiuti provenienti dall'uso di vernici, inchiostri, solventi e dalla raccolta differenziata".

Il fatto grave è che la Giunta Formigoni abbia rilasciato l'autorizzazione senza avviare nessuna Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), procedura indispensabile in questi casi, trattandosi di rifiuti pericolosi. Incredibilmente la Regione si è accontentata di chiedere alla società una fidejussione di soli 53 milioni. Purtroppo anche chi dovrebbe tutelare la salute pubblica dei ternatesi, e cioè il Sindaco, ha rilasciato parere favorevole, così come ha fatto la Provincia di Varese. Dobbiamo sottolineare che a Ternate la popolazione non è stata informata ed è venuta a conoscenza del fatto solo dopo la pubblicazione sul BURL: si è già costituito un Comitato (appoggiato da Legambiente Varese e dal nostro Circolo) allo scopo di scongiurare l'uso dei rifiuti pericolosi nei forni del cementificio. I Consiglieri Regionali di Rifondazione Comunista hanno presentato un'interrogazione a Formigoni, chiedendo la revoca della Delibera Regionale.

Alla luce di quanto succede a Ternate, il nostro Circolo Legambiente ribadisce che mai e poi mai lo stabilimento di Merone dovrà trasformarsi in un inceneritore: lo impediscono norme specifiche (Legge Sanitaria, Regolamento d'Igiene, Piano Territoriale del Parco Valle Lambro, ...) e il buon senso: non si possono bruciare rifiuti tossici sopra la testa della gente!

Merone, 19 settembre 2000