Il cementificio intende sperimentare anche l'uso di Combustibile da Rifiuti (CDR)

Anche l'immondizia nei forni della Cementeria di Merone

Chiediamo il controllo pubblico di tutto ciò che entra nello stabilimento

MERONE (CO) - Dopo la Delibera della Giunta Regionale che ha autorizzato la Cementeria di Merone a bruciare rifiuti industriali e scarti alimentari, ora un altro mattone potrebbe abbattersi sulla testa (e sui polmoni) degli abitanti dell'erbese. E a smentire ciò che asseriva nei giorni scorsi la Cementeria (secondo la quale non tutti i rifiuti andrebbero bene per i suoi forni), ci pensa ... la Cementeria stessa.

L'azienda ha infatti comunicato al Comune l'intenzione di bruciare anche il CDR (*), che è praticamente un combustibile derivato dall'immondizia: in pratica i sacchi neri "trattati".

La notizia la ricaviamo dalla risposta del Sindaco di Merone ad una nostra richiesta: "La Cementeria di Merone ha comunicato l'intenzione di procedere con una serie di test su combustibili alternativi, per valutarne la possibilità di utilizzo. ... I test verranno eseguiti separatamente con farine animali ... e con combustibile derivato da rifiuti urbani ed assimilabili (CDR)".

Legambiente ribadisce l'assoluta contrarietà alla combustione del CDR.

E sull'uso di questo combustibile alternativo si chiariscono le intenzioni "minacciate" in questi ultimi anni.

Ora non ci bastano più i dati sulle emissioni ai camini, vogliamo l'elenco di tutti i combustibili (convenzionali e non) bruciati nei forni della Cementeria. E siccome non ci fidiamo dell'azienda, abbiamo già richiesto controlli pubblici su tutto ciò che entra nello stabilimento!

Nel frattempo continuano a pervenirci numerose e-mail di protesta; tra queste segnaliamo (allegate in calce) quelle inviateci dal Movimento Consumatori di Lecco, dal Gruppo Naturalistico della Brianza, da un membro del Comitato di Ternate (dove esiste un altro cementificio del gruppo "Merone") e da un gruppo di Guardie Ecologiche Volontarie del Parco Valle Lambro: in particolare queste ultime (ricordando che la Cementeria è ubicata all'interno del Parco) sottolineano come gli inceneritori di rifiuti siano "tassativamente vietati" nel territorio del Parco stesso.

Invitiamo tutti a continuare a scriverci a: merone@legambiente.org.

Merone, 27 marzo 2001 LEGAMBIENTE

Circolo di Merone (CO)

(*) CDR e RDF sono sigle che stanno ad indicare la stessa cosa: un combustibile non convenzionale derivato dal trattamento dei rifiuti solidi urbani e assimilabili, praticamente è la spazzatura che ha semplicemente subìto un processo di essiccazione e di riduzione volumetrica (triturazione e compattazione).

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GRUPPO NATURALISTICO DELLA BRIANZA
Sono anni che la Cementeria di Merone, coi suoi fumi e le esalazione non sempre controllate, causa danni al territorio circostante ed alla salute delle popolazioni che vi abitano. Ma ora, se la decisione della Giunta Regionale Lombarda verrà mantenuta, la situazione peggiorerà notevolmente. Infatti sembra sia stato concesso alla Cementeria di bruciare rifiuti speciali ed anche tossici (come ad esempio grassi ed oli esausti, scarti della preparazione di alimenti, ecc.). Ma ora la situazione potrebbe ancor più peggiorare se verrà data l'autorizzazione a bruciare farine animali. In questo modo la Cementeria diventerebbe un vero e proprio inceneritore. Protestiamo vivamente contro questo programma di utilizzo del forno della Cementeria e chiediamo alla Giunta Regionale di rivedere la sua politica in questo settore.
Il Presidente Cesare E. Del Corno
 
COMITATO DI TERNATE (VA)
Cara Legambiente di Merone, vi scrivo da un paese distante pochi chilometri da un cementificio, sito a Ternate, appartenete allo stesso gruppo proprietario della cementeria di Merone, oggi al centro di aspre proteste per l'autorizzazione ricevuta dalla Regione a bruciare rifiuti pericolosi. La vostra denuncia è una conferma di una tendenza pericolosa a cui ci si deve opporre: la trasformazione dei cementifici in inceneritori. Questo avviene peraltro, nel vostro come nel nostro caso, con autorizzazioni regionali non precedute da alcuna informazione, con la passiva assunzione delle valutazioni tecniche del proponente, nell'assenza di valutazione dell'impatto ambientale. Una tendenza che incoraggia un circolo vizioso: produrre sempre più rifiuti (in questo caso industriali), per poi smaltirli in impianti dannosi per l'ambiente e la salute. Il circolo va rotto: spesso esistono già oggi metodi di recupero delle scorie. Se rimarrà aperta e facile la via dell'incenerimento nessuno si impegnerà a ridurre la produzione di questi rifiuti o a recuperarli. E' urgente che tutti insieme ci muoviamo, localmente ed a livello regionale, perchè la facile strada dell'incenerimento sia bloccata e si incoraggino quelle meno dannose. Un saluto cordiale con l'augurio di poter collaboarare presto.
Fulvio Fagiani
 
CONSIDERAZIONI DI UN GRUPPO DI GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE DEL PARCO REGIONALE VALLE DEL LAMBRO, RELATIVAMENTE ALLA TRASFORMAZIONE IN INCENERITORE (D.G.R. 29 DICEMBRE 2000 N 7/3008), DELL'IMPIANTO DELLA CEMENTERIA DI MERONE.
L'impianto si colloca all'interno del Parco Regionale Valle del Lambro, esattamente nel sistema degli aggregati urbani(art.12 delle N.T.A.), per il quale tutti gli interventi di trasformazione sono sottoposti alle disposizioni degli strumenti urbanistici comunali. Tuttavia il secondo comma dell'articolo 12, così recita: Nel Sistema degli Aggregati Urbani, il Piano Territoriale di Coordinamento persegue l'obiettivo di impedire trasformazioni negative dei valori ambientali-architettonici, al fine di preservare l'identità culturale dei siti.
Occorre altresì rilevare, come il normatore, si sia parimenti preoccupato di considerare gli impianti incompatibili (articolo 33) a tutti e tre i sistemi d'area che il P.T.C. di Parco elenca; riportiamo, per motivi di sinteticità, solamente il primo comma del citato articolo 33: Nel territorio del Parco e nelle aree adiacenti al confine dello stesso, per una fascia di 500 metri, è tassativamente vietata l'ubicazione di discariche di rifiuti tossici, nocivi, speciali e solidi urbani, nonché la realizzazione di inceneritori, nonché risulta inibita l'apertura di nuovi impianti per l'ammasso ed il trattamento di carcasse di autoveicoli.
omissis .......
Le Guardie Ecologiche Volontarie: Carpineta Patrizio; Cattaneo Graziano, e altre 5 GEV.