LA PRIVATIZZAZIONE
DEI SERVIZI IDRICI
Erba, 20 marzo 2005. Ti arriva a casa la nuova bolletta dellíAcqua col marchio Nestlè. Ti sbalordisci leggendo che la tariffa indicata è di 3 euro al metro cubo, praticamente il quintuplo rispetto agli anni precedenti. Chiami il numero verde per sapere se cíè un errore. Risponde Ginevra. Ti dicono che líimporto è giusto, anzi che tra qualche mese aumenterà ancora. Già che ci sei, fai presente che líacqua sa maledettamente di cloro. Ti rispondono che la vecchia sorgente è stata chiusa perchÈ costava troppo e che ora usano líacqua del Lambro , dopo che la hanno trattata con massicce dosi di ipoclorito.
Non è uno scenario da fantascienza, quanto il reale rischio che corriamo se la gestione dei servizi idrici (acquedotti, fognature, depuratori) verrà privatizzata.
Oggi la gestione dellíAcqua è totalmente pubblica, ma tra qualche mese potrebbe essere affidata ad una società privata come la Nestlè, la Danone, la CocaCola, la Vivendi, la Suez Lyonnayse des Eaux, Ö
E tutto, come sempre, dipende dai nostri politici. A partire dai Ministri che siedono al WTO (líOrganizzazione Mondiale del Commercio) e che tra qualche mese voteranno i GATS (*), fino ad arrivare al Consigliere del tuo Comune che deve approvare líATO (*).
(*) Vediamo cosa significano queste sigle:
- i GATS sono gli Accordi Generali sul Commercio dei Servizi: la Comunità Europea (e così il WTO) vorrebbe privatizzare quelli che oggi sono i servizi pubblici, tra cui appunto la distribuzione dellíAcqua, sotto la pressione delle potenti multinazionali europee!
- líATO è líAmbito Territoriale Ottimale previsto dalla legge Galli ed è un organismo (composto dai comuni e dalla Provincia), che avrà lo scopo di affidare la gestione dei servizi idrici ad una società, togliendola ai comuni stessi, in un atto di masochismo incredibile!!
Noi diciamo NO alla privatizzazione dellíAcqua, e ci batteremo a tutti i livelli.
Contro i GATS, facendo pressione sul Governo Italiano e sulla CEE affinchÈ non privatizzino i servizi pubblici.
Contro líATO, convincendo i consiglieri comunali e provinciali a votare contro la legge Galli.
Tra qualche mese noi lombardi saremo inoltre chiamati a votare il referendum per líabrogazione di alcuni articoli della Legge Regionale sullíAcqua.
Le parti da abrogare riguardano:
- líattuale delimitazione degli ATO, che la Regione ha fatto coincidere coi confini delle Province, mentre la stessa legge Galli parla di bacini idrografici;
- líimpedimento a mantenere le gestioni in economia degli acquedotti da parte dei Comuni.
Secondo noi líunico modo per scongiurare la privatizzazione dellíAcqua è quindi quello di rinunciare alla costituzione dellíATO e mantenere nel contempo le attuali gestioni in economia e/o tramite le aziende o i consorzi pubblici.
Solo in questo modo riusciremo a non svendere i nostri acquedotti e le fognature alle multinazionali, che vorrebbero ìbersiî anche la nostra Acqua!

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