MANIFESTO per una corretta pianificazione delle cave di sabbia e ghiaia in Provincia di Como
La proposta del nuovo Piano Cave della Provincia di Como, licenziato dalla Consulta per le Attività Estrattive, prevede che, oltre alle sette zone già interessate da cave di ghiaia e sabbia (Cantù, Grandate, Faloppio, Parè, Luisago-Villaguardia, Lanzo d'Intelvi, Porlezza), se ne debbano individuare ulteriori sette (Cermenate, Lurate Caccivio, Alzate Brianza, Bulgarograsso (2), Erba, Fino Mornasco), che, anche se progressivamente andranno a sostituirsi, in parte, alle esistenti, determineranno un ulteriore impatto ambientale e territoriale legato all'apertura di nuovi poli estrattivi.

Al contrario i dati in nostro possesso dimostrano che la necessità principale nella nostra Provincia non è quella di aprire nuove cave, ma quella di ripensare il modo di pianificare e gestire il settore estrattivo, ottimizzando le sfruttamento delle risorse disponibili, nel rispetto delle componenti ambientali interessate. Infatti il dato relativo ad un fabbisogno annuale di sabbia e ghiaia di circa 2 milioni di metri cubi risulta fortemente sovrastimato.

A nostro parere occorrerebbe prioritariamente mettere in atto i seguenti aspetti:
  • Incentivare e promuovere (così come previsto dalle leggi sulle cave) il riciclaggio degli inerti (materiali provenienti da scavi e demolizioni che possono opportunamente essere riutilizzati in edilizia): nella nostra Provincia si producono circa 700.000 metri cubi all'anno di tali materiali;
  • Razionalizzare le superfici di escavazione all'interno delle cave esistenti (ad esempio riperimetrando le fasce di rispetto dei pozzi, garantendone in ogni caso la tutela), recuperando in tal modo oltre 2 milioni di metri cubi di materiali nei poli già attivi;
  • Vietare l'esportazione di sabbia e ghiaia, prodotte in Provincia di Como, verso la Svizzera: infatti ogni anno circa 125.000 metri cubi di tali materiali vengono esportati in Canton Ticino; in tal senso si potrebbe richiedere una moratoria su base regionale.
Perseguendo le priorità di cui sopra, si arriva a dimostrare l'inopportunità dell'apertura di nuovi poli estrattivi, dei quali alcuni porterebbero, oltre ad un elevato impatto ambientale, volumi limitati di materiali, in alcuni casi di scarsa qualità.

Il rischio legato all'apertura di nuovi poli estrattivi, oltre a determinare un notevole danno territoriale, impedisce il ripristino ambientale delle cave attive, poichÈ queste non vengono esaurite entro i tempi previsti. Chiediamo pertanto all'Amministrazione Provinciale di Como di recepire queste proposte nella fase di approvazione definitiva del nuovo Piano Cave, tenendo in considerazione quelle premesse che noi riteniamo indispensabili a tutela del territorio.

Como, giugno 2000 LEGAMBIENTE - Coordinamento Provinciale di Como
L'ORTICA di Alzate Brianza
WWF - Sezione di Como
ITALIA NOSTRA - Sezione di Como
Associazione CASATI
L'ORRIDO di Inverigo
LE CONTRADE di Inverigo
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